storia

dalla scoperta nel 1906 ad oggi

alzheimerNel 1906 il medico tedesco Alois Alzheimer, neurologo e psichiatra, ha scoperto la malattia di Alzheimer: una progressiva degenerazione del cervello le cui cause e cure erano sconosciute.

La malattia di Azheimer è molto più di una semplice perdita della memoria: è una delle principali malattie neurodegenerative, un insieme di sintomi che comprendono la perdita della memoria, la diminuizione delle facoltà di giudizio e di ragionamento oltre che continui cambiamenti di umore e di comportamento.

La malattia di Alzheimer non è un normale processo di invecchiamento, ma è una patologia progressiva e invalidante.

Si ignorano le cause di questa malattia per la quale non esiste attualmente alcuna possibilità di guarigione.
Sono in corso però varie sperimentazioni farmacologiche, che possono migliorare la qualità della vita dei pazienti e dei familiari.

Alois Alzheimer nacque il 14 giugno 1864 nella piccola città bavarese di Marktbreit, dove suo padre, Eduard Alzheimer, era il notaio. Crescendo frequentò le università di Aschaffenburg, Tübingen, Berlino, e Würzburg, dove nel 1887 ottenne una laurea in medicina e nello stesso anno discusse la tesi del suo dottorato intitolata “Über die Ohrenschemalzdrnsen” (Sulle ghiandole ceruminose) frutto del lavoro sperimentale condotto presso il laboratorio del massimo istologo dell’epoca, Rudolf Albert von Kölliker.

L’anno successivo iniziò a lavorare presso “Städtischen Heilanstalt für Irre und Epileptische” di Francoforte sul Meno, un asilo di stato per malati mentali. Qui iniziò a studiare la psichiatria e si dedicò a quello che sarebbe poi stato il suo massimo interesse, la neuropatologia.

Qualche tempo dopo iniziò a lavorare con il celebre neurologo Franz Nissl che si era trasferito presso lo stesso istituto e insieme si dedicarono al sistema nervoso, in particolare l’anatomia patologica della corteccia cerebrale, lavoro che fruttò il monumentale “Histologische und histopatologische Arbeiten über die Grosshirnrinde” (Studi patologici e istopatologici della corteccia cerebrale).

Focus sull’AlzheimerNissl si trasferì poi a Heidelberg e Alzheimer fu nominato direttore dell’ Irrenanstalt. Qui rimase fino al 1895 quando Emil Kraepelin, (un luminare della psichiatria, noto oggi per il suo tentativo di classificare tutte le forme di malattia mentale conosciute al tempo) lo chiamò a Heidelberg, dove lavorò ancora con Nissl.
Kraepelin e Alzheimer poi si trasferirono a Monaco nella clinica psichiatrica universitaria nel 1903, e qui Alzheimer si dedicò a vari studi, e osservazioni microscopiche sulle patologie del sistema nervoso.
Fu qui, nel novembre del 1906 che Alzheimer, ad una conferenza descrisse “eine eigenartige Erkrankung der Hirnrinde” una particolare malattia della corteccia cerebrale, basandosi sugli studi effettuati su una donna morta a 51 anni nel manicomio di Monaco. La donna era malata già da 5 anni e nel corso della malattia era divenuta completamente inabile, dopo il ricovero i sintomi accusati erano disorientamento, perdite di memoria e difficoltà nella lettura e scrittura. I sintomi poi erano peggiorati gradualmente portando a allucinazioni e perdita delle funzioni mentali principali.

L’anatomia patologica della malattia aveva mostrato che la corteccia era più sottile del normale e la presenza di due anomalie: una placca senile, formazione già osservata in persone anziane, e una matassa neurofibrillare nel materiale istologico della corteccia.
Quest’ultima struttura non era stata mai descritta prima e fu la caratteristica che permise di capire che quella era una malattia mai studiata prima e il professor Kraepelin ne coniò il nome come malattia di Alzheimer.