trattamenti, rapporto col malato e ricerca

I trattamenti

Sino ad oggi non esistono trattamenti curativi per la malattia di Alzheimer; ma può essere rallentata.

La terapia attualmente proposta per la malattia di Alzheimer svolge un’azione puramente sintomatica con l’obiettivo di ritardare la progressione della malattia, migliorare le funzioni cognitive e contrastare i disturbi comportamentali.

L’associazione consiglia sempre di rivolgersi alle strutture ospedaliere e in particolare alle unità valutative Alzheimer (UVA) per essere seguiti dal punto di vista clinico e farmacologico.

Per un migliore approccio con il malato ESISTONO INOLTRE TRATTAMENTI NON FARMACOLOGICI che l’associazione insegna ai familiari che lo richiedono.

È stato dimostrato che i malati di Alzheimer rispondono in modo positivo alla terapia occupazionale, alla musicoterpia, alla pet-therapy, all’arteterpia.

terapia occupazione

La terapia occupazionale, definita anche ergoterapia, e in inglese occupational therapy, è una disciplina riabilitativa; ha come scopo di portare il paziente a raggiungere il più alto grado di autonomia nella self-care, nelle A.D.L. (attività della vita quotidiana), in comunità.

musicoterapia

La musicoterapia è una modalità di approccio alla persona che utilizza la musica o il suono come strumento di comunicazione non-verbale, per intervenire a livello educativo, riabilitativo o terapeutico.

pet-therapy

Con il termine pet therapy s’intende, generalmente, una terapia dolce, basata sull’interazione uomo-animale.
Si tratta di una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo.

Il rapporto con il malato

È importante che il rapporto fra malato e caregiver (cioè chi si prende cura del malato) sia il più sereno possibile al fine di eliminare tutte le possibili tensioni.

Quando ci si rapporta con un malato di Alzheimer si deve tenere presente la dignità e il rispetto che è dovuto ad ogni persona. Conoscere la personalità, il vissuto e le abitudini del malato aiuta a gestire le varie situazioni problematiche che si presentano quotidianamente.

Con il progredire della malattia è importante valorizzare le capacità residue non ancora perse.

La ricerca

In questi ultimi anni la ricerca ha fatto passi significativi ma purtroppo le cause e di conseguenza la cura sono ancora lontani dall’essere scoperti.

In questo momento si stimano in Italia circa 800 mila persone affette dalla malattia di Alzheimer: gli studi prevedono che entro una trentina di anni questa cifra sarà più che raddoppiata.

In questo momento la ricerca si è concentrata sulla scoperta delle cause, dei fattori di rischio, sulla genetica, la diagnosi e i trattamenti e le tecniche di cura.